27 juin 2009

Il destino di Nizza e Savoia ed il Trattato di Pace del 1947

25th Marzo 2010
L_appel_de_Gen_veIl destino di Nizza e Savoia ed il Trattato di Pace del 1947…
Garibaldi, nel 1863, così si esprimeva accettando la presidenza di un’ associazione dell’Emigrazione Nizzarda a Torino: “Spero domani potervi dire: Andiamo insieme a rivedere la nostra Nizza libera. Il tempo della violenza  e della frode è finito”. Ed è finito anche secondo Alain Roullier – Laurens,  prolifico scrittore di cose nizzarde e Jean de Pingon, fondatore della Lega  Savoiarda. Essi il 24 marzo , presso un albergo di Ginevra, la città dove nel 1867 Garibaldi aveva presieduto il Congresso della Pace, hanno illustrato  in una conferenza stampa un documento che è stato inviato alle rappresentanze  diplomatiche in Svizzera delle potenze che con l’Italia hanno siglato il  trattato di pace del 10 febbraio 1947 e, naturalmente, dell’Italia.

Che cosa  si dice in questo documento?
Sostanzialmente che, con lo scoppio del secondo  conflitto mondiale e l’inizio delle ostilità tra Italia e Francia, venivano  a cadere tutti i trattati bilaterali sottoscritti tra i due Paesi  anteriormente alla guerra.

Secondo l’articolo 44 del Trattato di Pace tutte le potenze dovevano notificare all’Italia quali trattati venivano mantenuti e/o tornavano in vigore e, contestualmente, dovevano notificarli al Segretariato delle  Nazioni Unite. La Francia fece ciò che ritenne opportuno, notificando anche un trattato del 24 marzo 1760 circa alcune rettifiche di frontiera tra i domini  sabaudi e la Francia (per ciò che riguarda Nizza, in pratica, le terre  francesi ad est del Varo venivano cedute in cambio di quelle ad ovest di detto  fiume)  ma non notificò il trattato di Torino del 24 marzo 1860 (firmato un secolo  dopo  quello cui si è accennato!) che, sempre secondo l’articolo 44 del trattato  di  pace, veniva a decadere automaticamente dopo sei mesi, assieme a tutti gli altri trattati eventualmente non notificati.

Forti anche di documenti  provenienti dagli archivi dell’ONU, i combattivi Roullier-Laurens e de Pingon sostengono che ora Nizza e Savoia devono poter essere arbitre del proprio  destino e scegliere se rimanere francesi, chiedere l’annessione all’Italia  o diventare indipendenti.

Un sogno, questo, dello stesso Garibaldi, che chiese  per Nizza lo status di città libera ed indipendente, capitale dell’Europa  Unita. Ed il sogno di Nizza indipendente venne lanciato anche dal patriota  mazziniano Enrico Sappia, nel suo libro “Nizza Contemporanea”, pubblicato nel  1871 quando era in esilio a Londra.

Nella conferenza stampa Roullier- Laurens  ha  annunciato anche la fondazione del “Partito Nizzardo” il cui modello, anche  se  non esplicitamente dichiarato, è quello dei partiti di raccolta delle  minoranze  linguistiche che ci sono in Italia (Suedtiroler Volkspartei, Union  Valdotaine, ecc.): in esso troverebbero posto tutte le anime del particolarismo  nizzardo, quella autonomista e quella separatista, quella italofila e quella strettamente legata alla realtà municipale, senza distinzioni ideologiche  destra/sinistra.

Il Partito Nizzardo avrà anche, dove possibile, sezioni all’estero. A quella italiana potranno aderire non solo i nizzardi residenti in Italia per  ragioni  di lavoro o di affetti familiari, ma anche i discendenti di quegli oltre diecimila nizzardi che dopo il 1860 abbandonarono la Contea per non  divenire francesi.

di Achille Ragazzoni

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